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Introduzione

Al fine di sostenere le famiglie anche mediante l’offerta di opportunità educative rivolte ai figli, il Dipartimento per le politiche della famiglia, in collaborazione con ANCI, ha proceduto a ripartire la somma di 58 milioni di euro per l’anno 2022, così come previsto dall’articolo 39, comma 1, del decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73. La norma è attualmente in fase di conversione.

La proposta di riparto delle suddette risorse ha ottenuto l’intesa in Conferenza Stato città e autonomie locali del 27 luglio 2022. Il decreto 5 agosto 2022 del Ministro per le pari opportunità e la famiglia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che approva l’elenco dei comuni beneficiari è in corso di registrazione presso la Corte dei conti (qui l’elenco provvisorio dei comuni).

Analogamente agli anni precedenti, le risorse saranno versate direttamente ai comuni italiani. Sono esclusi dal finanziamento quei comuni che hanno espressamente manifestato di non voler aderire all’iniziativa, come disposto dall’articolo 39, comma 2, del decreto-legge n. 73 del 2022.

Per quanto riguarda le modalità di spesa delle risorse – l’utilizzo delle quali sarà monitorato dal Dipartimento per le politiche della famiglia sulla base della documentazione fornita da ciascun comune - si ritiene opportuno fornire alcune indicazioni operative, in analogia a quanto avvenuto lo scorso anno, precisando, in via preliminare, che possono essere assecondate anche iniziative volte a fornire direttamente sostegno economico alle famiglie per accedere ai servizi, in quanto comunque volte ad intensificare e quindi “potenziare” i fruitori degli stessi.

Si elencano dunque di seguito, a titolo meramente esemplificativo, alcune modalità di utilizzo delle risorse relativamente al finanziamento 2022. In particolare, si precisa che i comuni beneficiari del finanziamento possono:

  1. acquistare beni e servizi, direttamente o tramite una procedura di appalto prevista dalla normativa vigente in materia di appalti pubblici, con funzione strumentale rispetto agli interventi da realizzare per il potenziamento delle attività (es. strutture mobili per ospitare le attività all’aria aperta per i bambini, utilizzazione di personale aggiuntivo, acquisizione di strumenti, mezzi, servizi per la ristorazione, con eventuali servizi di sanificazione degli spazi, ove necessari);
  2. sottoscrivere atti, quali protocolli, intese, convenzioni o contratti, secondo la normativa vigente, con altri enti pubblici e privati (ad esempio altri comuni, ed enti più dettagliatamente indicati dal decreto di riparto, quali servizi educativi per l’infanzia e scuole dell’infanzia paritari, scuole paritarie di ogni ordine e grado, enti del terzo settore, imprese sociali ed enti ecclesiastici e di culto dotati di personalità giuridica), finalizzati a disciplinare la collaborazione, anche sotto il profilo economico o l’affidamento in gestione, per la realizzazione degli interventi previsti dalla legge;
  3. realizzare interventi di costruzione, ristrutturazione o riorganizzazione di strutture e spazi dedicati a ospitare i bambini per le attività;
  4. elargire contributi economici, anche sotto forma di rimborso, di cui possono beneficiare direttamente le famiglie con figli minori che frequentano le attività organizzate dai centri estivi, dai servizi socioeducativi territoriali e dai centri con funzione educativa e ricreativa.

Contatti

Per maggiori informazioni e quesiti, è possibile contattare il Dipartimento alla casella di posta elettronica dipofam.centriestivi@governo.it

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