Approvate con decreto della Ministra Bonetti le “Linee guida per la partecipazione di bambine e bambini e ragazze e ragazzi”

29 luglio 2022

La Ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, ha approvato con decreto le “Linee guida per la partecipazione di bambine e bambini e ragazze e ragazzi”, dando così attuazione alle previsioni contenute nell’Azione 25 del 5° Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva 2022- 2023 (Piano Infanzia), adottato con D.P.R. 25 gennaio 2022.

Le linee guida, adottate dall’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza ed approvate dalla Conferenza Unificata nella seduta del 6 luglio 2022, nascono con lo scopo di diffondere l’educazione all’ascolto dei bambini e dei ragazzi e la cultura della loro partecipazione, al fine di renderla un elemento intrinseco di tutti i processi decisionali nelle questioni che li riguardano.

Si tratta di uno strumento strategico che promuovere la significativa e rafforzata partecipazione di tutti i minorenni all’interno della famiglia, delle comunità e delle scuole, come previsto:

- dall’art. 12 della Convenzione ONU sull’infanzia del 1989;

- dalle raccomandazioni del Comitato sui diritti dell'infanzia delle Nazioni Unite, presenti nelle Osservazioni conclusive del 2019 al quinto e sesto rapporto periodico dell’Italia;

- dalla nuova Strategia dell’Unione europea sui diritti dei minorenni, adottata dalla Commissione europea il 24 marzo 2021;

Un ulteriore obiettivo delle Linee guida è quello di orientare il percorso dell’Osservatorio nazionale infanzia e adolescenza, prevedendo l’ascolto e la partecipazione dei minorenni come strumento metodologico da attuare in tutte le fasi del relativo Piano nazionale di azione, in vista del suo monitoraggio e della redazione del successivo Piano.

Il documento illustra il significato profondo della partecipazione e fornisce indicazioni di metodo per stabilire un dialogo profondo tra gli adulti e i ragazzi, incluso quelli in condizioni di fragilità o marginalità, nonché coloro che si trovano nella delicata fase di transizione all’età adulta.

Le Linee guida spiegano come la partecipazione non sia solo un diritto fondamentale che il mondo degli adulti deve riconoscere ai bambini e ai ragazzi, ma deve diventare sempre più una pratica quotidiana, un agire consolidato in tutte le situazioni di natura legale e organizzativa, in famiglia così come a scuola e in tutti quei contesti educativi, sociali e ricreativi abitati da bambini e bambine, ragazzi e ragazze, essi potranno esprimere la loro opinione e questa sarà tenuta in considerazione.

Il documento si prefigge inoltre lo scopo di assicurare processi di partecipazione autentici, che prevedano scambi di informazioni e dialogo, tra i bambini o tra gli adolescenti, oltre che con gli adulti. Scambi basati sul rispetto reciproco e la non discriminazione, tramite i quali i bambini e gli adolescenti possano imparare come le proprie opinioni, e quelle degli adulti, siano prese in considerazione e possano influenzare gli esiti di tali processi.

Il modello contenuto nelle Linee guida ha ispirato le recenti iniziative di ascolto delle ragazze e dei ragazzi che il Dipartimento ha promosso nel corso dell’ultimo biennio per garantire la partecipazione attiva dei minorenni nella stesura di importanti atti sovranazionali e nazionali, come nel caso della recente Strategia del Consiglio d’Europa sui diritti dei minori (2022-2027), del Piano di azione nazionale della Garanzia infanzia (Child Guarantee) e del nuovo Piano nazionale di prevenzione e contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori. Inoltre esso rappresenta la struttura portante della Piattaforma di Consultazione nazionale, ora in fase di attivazione sperimentale presso il Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, che garantirà stabilmente la partecipazione delle persone di minore età ai processi decisionali che li riguardano, favorendo i processi di interlocuzione tra istituzioni e cittadini minorenni e arricchendo, così, la lettura e la risposta ai loro bisogni sociali, educativi e culturali.

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