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Intervista a Zita Dazzi

Bio

Zita Dazzi, giornalista e scrittrice.

#CiStoDentro se leggo perché…

I libri sono un fantastico modo di evadere dalla realtà che ci circonda, anche quella stretta e scomoda della quarantena, le letture sono un modo di conoscere nuovi mondi, altre situazioni, per sentirsi meno soli quando si è isolati - proprio come succede oggi - costretti a stare a casa e ad attendere di vedere gli amici. Le parole sono strumenti utili per comprendere la vita e per decifrare le emozioni che abbiamo dentro, anche quelle annoiate o arrabbiate perché non possiamo fare niente di quello che di solito ci piace. Leggere è uguale a resistere, guardare oltre, immaginare, viaggiare con la fantasia nei posti dove non possiamo andare col il corpo.

Un libro di quando ero bambina…

Un libro che ho letto da bambina è il “Cavaliere inesistente” di Italo Calvino, il primo libro a cui mi sono affezionata e che mi ha fatto capire le potenzialità della letteratura. Ho scoperto un mondo che parlava un linguaggio antico ma che si occupava anche dei miei sentimenti di ragazzina, ho scoperto l'amore e la passione, ho imparato a riconoscere l'ironia dietro al linguaggio cavalleresco. Ho scoperto Calvino che ha scritto tanti altri meravigliosi libri per ragazzi, a partire dal “Barone Rampante”, con Cosimo che scappa a vivere sugli alberi per sfuggire ai genitori. I libri di Calvino sono stati per me gli alberi su cui scappare dalla realtà.

Un libro che mi piace...

Senz'altro consiglio “Skelling” di David Almond per chi non l'avesse ancora letto, un'avventura magica che ci insegna a fidarci degli altri, ad avvicinarci alle cose che ci intimoriscono e che non conosciamo. Gli incontri con le diversità ci aiutano a diventare migliori, più forti, più sensibili.

Un mio libro che ti consiglio...

Vorrei consigliare è "Ascolta i battiti", pubblicato dal Castoro a settembre 2019. È il romanzo della generazione trap, con tutti i suoi dubbi e i suoi malesseri, con la difficoltà della crescita e la pressione che ci si sente addosso nell'adolescenza. È anche una storia d'amore e di rabbia, di come si trovano degli strumenti e delle parole per uscire dalle situazioni di crisi, come quella che stiamo vivendo adesso. Da non perdere la colonna sonora.

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