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Intervista a Pierdomenico Baccalario

Bio

Pierdomenico Baccalario è scrittore di romanzi per ragazzi.

#CiStoDentro se leggo perché…

Alla tua età ero diventato un professionista della febbre. Allora non c’erano i termometri moderni, magari quelli che si infilano nell’orecchio, si clicca un bottone e in tre secondi ti dicono se hai la febbre. Quando io avevo la tua età i termometri erano fatti con il mercurio, dovevi inclinarli in un modo misterioso e guardare una linea blu che saliva fino alla temperatura giusta. Quando si rompevano, cadevano a terra delle gocce che sembravano d’argento, che correvano per il pavimento, unendosi le une alle altre per formare gocce più grandi. Quando invece non si rompevano, quei termometri potevi metterli di piatto sopra una lampadina e, dopo alcuni secondi, farti salire la febbre per finta. Così facendo, a volte, riuscivo a stare a casa da scuola. Le regole, a casa mia erano chiarissime: se stai a casa da scuola, devi stare a letto, nella tua camera. Io non vedevo l’ora: appena tutti gli altri partivano, andavo a cercarmi un libro, il più grande che c’era, e cominciavo a leggerlo. E la mattinata passava velocissima, il pomeriggio pure, la sera mi provavano di nuovo la febbre ed era sparita. Ecco: leggere per me serviva ad accorciare il tempo. E a farmi passare la febbre. Secondo me funziona ancora adesso.

Un libro di quando ero bambina…

Vorrei rileggermi tutti i romanzi di Emilio Salgari. Erano tantissimi, centinaia, e mi ero scritto un’intera lista di tutti quelli che avevo ancora da leggere, per essere sicuro di non mancarne nemmeno uno. Alcuni sono magnifici, altri no, sono proprio brutti, ma non importa. Quella voglia di leggere tutto, ma proprio tutto, del mio autore preferito, lo scrittore Italiano di cui Jules Verne aveva paura (tanto da minacciare il suo editore che lui avrebbe rotto i contratti, se avesse tradotto Salgari in francese) è una sensazione che credo simile alla caccia della preda perfetta (non sono un cacciatore) o del pesce leggendario (non sono nemmeno un pescatore). Mi piacerebbe avere di nuovo quella voglia di cacciare tutta la produzione di qualcuno: nel corso degli anni mi è tornata, a volte. Ricordo quella per Philip K. Dick, prima che impazzisse (dopo Valis, nel 9174), per Robert Sheckley (prima che smettesse di far ridere), Stefano Benni (prima che diventasse famoso e si prendesse sul serio) e Stephen King (prima che cominciassi a capire che non aveva nemmeno lui la minima idea di come finivano i suoi romanzi).

Un mio libro che mi piace...

I libri vanno ad età, c’è un’età giusta per tutto. Però ti consiglierei un libro enorme, gigantesco, di migliaia di pagine, così da non dover perdere tempo con le notizie del mondo che ti sta intorno. Fantasy, forse. “Il signore degli Anelli” è troppo scontato, magari l’hai già letto. Ma secondo me non hai letto Jack Vance: prova con “Lyonesse” o i “Principi Demoni”. E forse non hai letto nemmeno David Eddings, con i 10 libri della saga dei “Mallorean”. Ok, però non sono «di adesso». Di adesso... potresti leggere… “La guerra segreta tra Elfi e Goblin”, oppure “Bone”, che è un grandissimo fumetto.

Un libro che ti consiglio...

Ti direi di cercare lo “Spacciatore di Fumetti”, oppure le “Volpi del Deserto”, oppure “Ulysses Moore”. Ma in questo caso ti avverto: sono tanti libri, ma proprio tanti. Magari provane uno. Se invece non hai tempo per niente e nessuno, ho scritto un libro che ha solo 5 frasi e si legge di un fiato. Si intitola “E poi viene il momento”. Perché per fortuna, prima o poi, verrà anche il momento di uscire di casa e tornare fuori a giocare. E allora magari ci rivediamo, per qualche altro consiglio.

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