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Coronavirus: l’identikit

Che faccia ha?

Il suo nome è Sars-Cov-2 e non è il primo della sua famiglia a fare il virus contagioso di mestiere. Con il termine Cov, infatti, cioè CoronaVirus, intendiamo in realtà un gruppo di microrganismi minuscoli e piuttosto pestiferi che si caratterizzano tutti per un segno distintivo: il loro corpo è costellato da tante punte a forma di corona. Se ti è capitato di vedere le foto segnaletiche ingigantite di Sars-Cov-2 che girano su Internet o in tv forse non sei riuscito a farti un’idea esatta di quanto sia incredibilmente piccolo ma pensa che sulla punta di un ago possono ammucchiarsi fino a 350mila esemplari. Avrai capito che Cov-2 non è proprio un tipo facile a cui dare la caccia.

Da dove arriva?

Date le sue dimensioni non è facile seguire i suoi spostamenti e capire quanti e quali strade abbia percorso Sars-Cov-2 prima di arrivare in Italia. Di certo è un tipo che ama viaggiare perché alla fine del 2019 si trovava nella città cinese di Wuhan dove un medico, volendo approfondire una strana forma di influenza che stava colpendo alcuni suoi pazienti, l’ha sorpreso in azione. Poi, beh, sai quanto è semplice spostarsi oggi! Ci sono gli aerei, le grandi strade, tutto è molto più veloce di un tempo. In men che non si dica Cov-2 è saltato a bordo di qualche umano ed è scappato dall’ospedale, iniziando a girare per il mondo.

Come fa a muoversi?

A piedi, in automobile, in bicicletta, in autobus, in treno, in aereo: siamo noi a portarlo in giro e Cov-2 ringrazia e si gode il passaggio che gentilmente gli offriamo fin quando non decide che è ora di farsi un giro. A quel punto… etciu: ci esce dalla bocca e finisce addosso a tutti quelli che ci sono vicini. Ma vicini quanto? Un bello starnuto può sparare Sars-Cov-2 fino a due metri di distanza. Anche un colpo di tosse gli fa fare un po’ di strada. E se ci mettiamo la mano davanti alla bocca? A quel maleducato di Cov-2 non interessa. Ci si appiccica alle mani e finché non le laviamo se ne sta lì in attesa di attaccarsi il prossimo amico a cui daremo un cinque.

È davvero così pericoloso?

Tutti i Coronavirus condividono un ‘vizio di famiglia’: attaccano principalmente l’apparato respiratorio. Qualcuno di loro si ferma ai piani alti, nei bronchi o nel naso, e il nostro corpo lo elimina con qualche giorno di tosse o un comune raffreddore. Sars-Cov-2, invece, è un po’ più cattivello e ha la tendenza ad attaccare le vie respiratorie profonde. La malattia che scatena, la Covid-19, può portare a pericolose polmoniti. Non a tutti succede, eh? Anzi, ecco una buona notizia: molti vengono colpiti da forme leggere di Covid-19 e grazie all’incessante lavoro di medici e infermieri tantissimi guariscono. Purtroppo le persone anziane e quelle che hanno altre malattie sono più in pericolo e vanno protette.

Come faccio a capire se mi ha preso?

Febbre, raffreddore, tosse, stanchezza possono essere tutti sintomi di Covid-19. Sono gli stessi di una comune influenza, vedi? Sars-Cov-2 è un virus molto furbo, sa che noi lo stiamo cercando e quindi si mimetizza. In certi corpi si nasconde così tanto bene da non mostrare nessun sintomo della sua presenza: ci si sente in piena forma eppure si è contagiosi. Inoltre passa un po’ di tempo da quando si subisce l’attacco del virus a quando la malattia si manifesta. Il periodo di incubazione, così si chiama, dura dai due ai quattordici giorni e anche in questa fase ci si sente bene ma si corre il rischio di infettare altri. Con Sars-Cov-2 non bisogna mai allentare la guardia. Ma per fortuna i nostri medici sono bravissimi!

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